18/10/2024

Nel nome del padre e della madre: Angelo Ferracuti e Antonio Franchini


Dato che è molto facile parlare di un libro… oggi ne presentiamo due!! Beh sì, certe volte i libri meritano di essere accoppiati per affinità e/o dissonanze, per naturali coincidenze e arditi confronti. Temo che saremo nell’ultimo caso. Oggi vi introduciamo a due scrittori da poco arrivati allo scaffale che hanno deciso di parlare dei loro genitori. Due scrittori al centro della scena editoriale con modi molto simili: garbati e ironici, tecnici e mai banali.

Antonio Franchini, un grande protagonista dell’editoria italiana, ha sempre mantenuto un profilo basso, preferendo lavorare dietro le quinte. Eppure, il suo impatto sulla letteratura italiana è innegabile. Non è solo un editor, ma un mentore per gli scrittori. La sua capacità di scovare capolavori nascosti e di guidare gli autori nel processo creativo lo rendono un punto di riferimento nel mondo dell’editoria. La sua doppia anima di scrittore ed editor lo ha reso una figura unica. Negli ultimi anni molti editor si sono affacciati allo scaffale con i propri lavori, ma Franchini resta davvero difficile da raggiungere. Il suo ultimo lavoro, editato da Marsilio “Il fuoco che ti porti dentro” è un pugno nello stomaco contro la retorica del rapporto madre-figlio. E’ il racconto estremizzato, ma davvero perfetto, di una donna insopportabile e delle sue spire di rabbia e ottusità verso tutti, familiari, vicini, mondo intero. Una donna che incarna in maniera emblematica tutti gli orrori dell’Italiano: “il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l’egoismo, l’opportunismo, il trasformismo, la mezza cultura peggiore dell’ignoranza, il rancore…”
Una commedia, il cui contenuto è quello della tragedia.


Con la figura del padre e col nomignolo che gli viene affibbiato, invece, prende le misure Angelo Ferracuti, autore marchigiano con una passione per il mondo e i reportage (tanto da aver fondato la prima scuola di scrittura per reportage di Italia la “Jack London”). “Il figlio di Forrest Gump” edito da Mondadori, ci porta padre e figlio nel piano sequenze di una ricostruzione del legame e della loro storia attraverso i ricordi del figlio. Un padre che da “grande” aveva iniziato a correre e ad attraversare così le strade del mondo e una serie straordinaria di gare e record. Fino a tarda età. Un dialogo che avviene nel silenzio dei ricordi perchè con difficoltà in vita il padre aveva si era mostrato al figlio e perché Angelo dalla sua parte aveva vissuto lungamente in contrasto con tutti gli ideali che il padre per lui riusciva ad incarnare. Il racconto delle gesta del padre è in chiaroluce il modo per raccontare se stessi e alcuni dubbi irrisolti. Raccontare del crescere. E del capire chi ci è prossimi, ma sempre distinti “Infatti, la sua vita sportiva, come le gesta del bizzarro e tenero personaggio del film […]. sta tutta dentro questa frase di Tolstoj che trovo perfetta per descrivere la voglia di correre e camminare come puro esercizio di libertà «Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla»”.

Due libri tanto diversi da essere complementari e grazie ai quali scavare in figure così centrali nella vita di ognuno di noi, ma anche così talvolta mitizzate e mai rese per la loro plasticità.



Simona Rossi
Simona Rossi

Simona Rossi è una libraia di centro città. Titolare della storica Libreria Fogola di Corso Mazzini, instancabile promotrice di cultura e spacciatrice di buona letteratura.


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