27/09/2024

No grandi navi: un rifiuto spiegato coi numeri


Ospitiamo con piacere e interesse l’intervento di Giacomo Zacconi, portavoce di Altra Idea di Città e promotore con altri soggetti della piattaforma “Ancona: porto, ambiente salute lavoro” che si batte contro il progetto di banchinamento del Porto Clementino per attrarre ad Ancona le grandi crociere. Ospiteremmo altrettanto volentieri un parere favorevole all’opera, le ragioni del sì a un progetto che nei fatti ridefinirebbe i connotati del porto. Il nostro spazio di discussione e confronto è a disposizione

 

Flight-shame. La vergogna sociale di viaggiare in aereo, associata all’impatto ambientale che quel viaggio avrà. Per le crociere non esiste un termine analogo. Eppure la stima dell’impatto ambientale delle crociere non è da meno: una crociera di 5 giorni, che percorre una distanza di 2.000 Km, fatta su una nave moderna, produce circa 500 Kg di CO2 per passeggero. Se lo stesso passeggero prendesse un aereo per una destinazione a 2.000 Km di distanza e soggiornasse per 5 giorni in un hotel a 4 stelle, produrrebbe 235 Kg di CO2. Anche l’alimentazione a gas naturale liquefatto GNL, che vogliono spacciarci come il futuro del trasporto marittimo, produce solo il 25% in meno di CO2. 

L’impatto ambientale di questi grattacieli galleggianti è incredibilmente sottostimato nella nostra percezione. Ad Ancona intanto contiamo 110 morti premature all’anno per inquinamento da NO2 e PM 10 e PM 2.5 già calcolati senza il banchinamento del Molo Clementino per le mega-navi da crociera, un’opera che ha stime dai 22 ai 40 milioni di euro pubblici, per 50 anni di concessione a MSC crociere. Un’opera che andrà a deturpare quella che forse è l’area più preziosa della città da un punto di vista monumentale e paesaggistico, quel porto antico che vedrà, qualora fosse realizzato il progetto, la prua delle mega-navi da crociera di MSC a pochi metri dalle mura romane con annessi archi di Clementino e di Traiano. Una follia scriteriata che metterà in pericolo il più grande patrimonio archeologico della città. Tutto questo per un’opera che porterà, si stima, solo 14 posti di lavoro allo scalo dorico, stagionali e part-time per giunta. Per queste enormi navi che possono arrivare a 60 metri di altezza (il Colle Guasco ne conta 100 di metri, così giusto per capire di che impatto anche visivo parliamo), ad ogni attracco ci sarà un prelievo di almeno 600 metri cubi di acqua potabile (immaginatevi l’estate torrida e siccitosa che hanno avuto nel pesarese quest’anno, con questo lusso concesso per pochi) e lo scarico di tonnellate di rifiuti. 

“Ma i crocieristi portano soldi! Fanno girare l’economia” Beh, neanche questo è vero: il crocierista ha nel pacchetto viaggio l’all-inclusive a bordo, le stime ci dicono che solo il 40% decide di scendere a terra durante le soste e che in media non spendono più di 20-25 euro a persona. Questo non significa essere contro il turismo. Ma stimarne il peso reale oltre le facili retoriche. Sarebbe molto più opportuno investire di più nei turisti che vengono qua per il Conero, e inserire lì davvero Ancona nel tour vacanziero, per riempire veramente bar, negozi e ristoranti. Attività ricettive di cui il nostro Porto si sta privando, piano piano, senza che gli urlatori della Grande Ancona dei grandi eventi (tre volte l’anno) se ne accorgano. Noi immaginiamo un porto antico con bar, ristoranti, musica e passeggiate, con piccoli e medi eventi, e più spesso. L’affaccio storico del centro verso il mare e il porto, davvero vivo e a disposizione della cittadinanza, di tutte e di tutti. E invece, con il nuovo Piano Regolatore del Porto, la fruibilità di quei beni monumentali non sarà più libera: il Porto Antico rientrerà nella zona retro-portuale di esclusiva competenza dell’Autorità Portuale, salvo brevi concessioni occasionali, quindi siamo destinati a scordarci le passeggiate (la lanterna rossa e il murales di Monica Vitti verranno abbattuti), le feste, i concerti, le arene, che di recente hanno riempito quegli spazi.

 

Al momento si attendono le valutazioni ministeriali sull’opera. Nel frattempo in Consiglio comunale la maggioranza se ne lava le mani rimettendosi agli ordini dall’alto. Il Sindaco dice di essere contrario ma nulla fa per bloccare l’opera. La minoranza PD è ancora favorevole al progetto, voluto e pianificato quando erano al governo della città. Attendiamo da tutti una presa d’atto: quell’opera è dannosa e pericolosa e va fermata, per non condannare il futuro del porto e della città di Ancona.  



Giacomo Zacconi
Giacomo Zacconi

34 anni, mi occupo di calcio, politica e servizi sociali. Portavoce di Altra Idea di Città. Conduco un podcast una volta al mese sulla politica anconetana. Negli altri giorni faccio cose e vedo gente.


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