25/07/2025

Ogni goccia è importante per spegnere l’incendio del mondo


L’incontro per la presentazione del libro di Gianluca Grimalda, “A fuoco”, lo scorso 27 giugno alla Mole, è stato un’occasione importante di riflessione sul tema dei cambiamenti climatici e ha offerto parecchi spunti interessanti. È un libro che mette insieme le esperienze di viaggio “lento” dello stesso Grimalda, con una serie di dati sulle emissioni di gas serra nel mondo. Invito tutti a leggerlo e mi soffermo su due degli aspetti che sono stati al centro dell’incontro: le azioni positive che ciascuno di noi può esercitare per diminuire la propria “impronta carbonica” e le attività che una Amministrazione locale può (deve?) mettere in atto per diminuire le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra nel proprio territorio.

Per quanto riguarda il primo aspetto ci tengo a prevenire l’obiezione di chi afferma che l’intervento di un singolo non porta effettivi benefici alla riduzione di emissione di CO2: è senz’altro vero che le azioni di una sola persona, prese da sole, sono poco efficaci, ma è altrettanto vero che le azioni di un singolo sono di esempio per la comunità in cui è inserito, spingono cioè all’emulazione e, soprattutto, consentono a ciascuno di noi di poter dire ai nostri figli e nipoti che stiamo facendo la nostra parte per la salvaguardia del pianeta. In questo senso ognuno di noi può costruire il proprio modello di comportamento, senza costrizioni, ma solo sulla base di quello si ritiene giusto fare. Non è questa la sede per stilare un elenco delle innumerevoli azioni possibili, ma se ne possono suggerire alcune di tipologie diverse tra loro: dall’usare meno l’aereo e preferire mezzi meno impattanti (treno e autobus) al mangiare meno carne (gli allevamenti intensivi sono responsabili di emissioni di grande quantità di metano); dal muoversi, quando possibile, a piedi o in bicicletta, al cambiare lampade e elettrodomestici, sostituendoli con dispositivi più efficienti; dallo scegliere alimenti con filiera corta o cortissima fino a ridurre la produzione dei propri rifiuti, differenziandoli il più possibile. Ciascuna di queste azioni riduce la nostra impronta carbonica.

Ben più ampio è il secondo aspetto riguardante quello che un’Amministrazione locale, un Comune, può mettere in campo per ridurre le emissioni di una intera città. Ancona non parte da zero: oltre a una specifica attenzione al problema a partire dai primi anni duemila, alcuni atti importanti si sono susseguiti: l’approvazione del “Patto dei Sindaci” prima e del “Patto dei Sindaci per il clima e l’energia” poi, fino ad arrivare nel 2019 alla approvazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC). Nell’ambito di questo piano sono previste azioni di “mitigazione” delle emissioni, alcune delle quali già portate a termine, come la sostituzione degli infissi in numerose scuole cittadine per ridurre il consumo energetico e la sostituzione delle lampade dell’illuminazione pubblica con altre a maggiore efficienza (in corso). Per altre informazioni sul PAESC rimando a una sua attenta lettura e magari ad un altro articolo sulla rivista, in questa sede mi preme sottolineare alcune azioni, in parte aggiuntive a quelle del Piano, altre non ancora completate e/o avviate.

Una prima serie di azioni riguarda interventi sui trasporti: 

  • l’introduzione di altre “Zone 30” ridurrebbe i consumi e limiterebbe gli incidenti, oltre a tutelare maggiormente i pedoni; 
  • il potenziamento della filovia aumentandone i tratti e i periodi di utilizzo; 
  • la realizzazione di percorsi pedonali “protetti” con il semplice allargamento dei marciapiedi, incentiverebbe la mobilità dolce e diminuirebbe l’uso del mezzo privato.

Una seconda serie di azioni riguarda la produzione di energia elettrica: 

  • vanno messi pannelli solari fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici; 
  • si può prevedere nel regolamento edilizio che tutti i nuovi insediamenti e nelle ristrutturazioni degli immobili esistenti ci sia l’obbligo della “autonomia energetica”; 
  • si possono prevedere sussidi per i privati che producano energia elettrica attraverso pannelli solari.

Una terza azione può prevedere: 

  • la sostituzione dei veicoli comunali con veicoli elettrici
  • sussidi per i privati che convertano le caldaie d’appartamento in caldaie a condensazione;

Le azioni proposte sono semplici esempi di come, senza grandi spese di investimento, un’Amministrazione locale possa contribuire a diminuire le emissioni di gas serra. 

Tali azioni vanno accompagnate da campagne di informazione nelle scuole che sono i luoghi dove forse con maggiore facilità si riesce a far passare il messaggio di attenzione ai cambiamenti climatici. Sono infatti i più giovani quelli che si troveranno ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto. Per altre informazioni sullo stato di attuazione del PAESC rimando ad un prossimo articolo. Intanto per il bene di tutti cerchiamo di limitare la nostra “impronta carbonica”!

 

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Foto di copertina di Li-An Lim su Unsplash



Enrico Turchetti
Enrico Turchetti

Già insegnante di matematica e fisica al Liceo Galilei di Ancona, Enrico Turchetti è stato Consigliere Comunale dal 1993 al 2001, ricoprendo il ruolo di capogruppo prima (dal 1995 al 1998) e Presidente della Commissione Urbanistica poi (dal 1998 al 2001); Assessore ai Lavori Pubblici dal 2001 al 2006 e Assessore all’Urbanistica dal 2006 al 2009.


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