Caro Diario,
eccomi di nuovo a raccontarti un po’ di vicende dalla nostra prestigiosa Aula. Il Consiglio comunale si è riunito mercoledì (26 giugno) dopo una pausa piuttosto lunga. La seduta si è aperta con un affettuoso e davvero sincero augurio di prontissima guarigione da parte di tutti i consiglieri al Sindaco, costretto a qualche giorno di riposo per alcuni controlli medici.
Forza Daniele, è piuttosto noioso non poterti dare addosso di persona, quindi vedi di darti una mossa a tornare in Aula!

Un Consiglio passato per lo più un po’ stancamente a recuperare la discussione su mozioni presentate molto tempo fa. Però un momento a mio parere particolarmente significativo c’è stato (senza nulla togliere all’importanza delle mozioni discusse).
Mi riferisco a quando, grazie ad un’interrogazione di Francesco Rubini, si è tornati sull’annosa questione delle spiagge di Portonovo. Tema che ormai ha “scassato i cabasisi” a tutti, ma su cui vale la pena tornare anche perché sta rasentando i contorni della farsa.
I punti critici come noto sono due.
Il primo è il mancato rispetto dei limiti che impongono a chi ha uno stabilimento di consentire il passaggio di chi vuole attraversare l’arenile per andare da un punto all’altro. La situazione attuale alla spiaggia della Capannina è infatti tale che manco Tamberi riuscirebbe a passare davanti a lettini e ombrelloni, posizionati uno sopra l’altro per recuperare quanto rubato dal mare in primavera, e giunti ormai per l’appunto praticamente al limite delle acque territoriali croate. Rubini, che della faccenda giustamente si è fatto buon portavoce, ha interrogato il Comune su quali misure si stanno prendendo per garantire quello che sembra essere una semplice questione di buon senso prima ancora che di rispetto della legge.
Beh, la risposta del pur bravo Tombolini è stata stupefacente. Si è trincerato dietro una dottissima analisi tecnico giuridica del significato scientifico del termine battigia e della distanza da rispettare con una lezione degna di un master in diritto della navigazione alla Federico II di Napoli (non esagero, andatevela a rivedere qui).
Ma mi faccia il piacere, direbbe qualcuno, caro Assessore, capisco arrampicarsi sugli specchi ma qui manco Spiderman. Se si voleva dire che alla fine lo stabilimento potrà continuare a fare un po’ quel che gli pare, non c’era francamente modo migliore.

La seconda spinosa questione è quella del paleggiamento.
Termine sino a qualche tempo sconosciuto ai più, ormai è sulla bocca di tutti quasi più del verbo “condividere” o del sostantivo “narrazione”.
Il paleggiamento, attività umana che consiste nel prendere del materiale da una spiaggia libera verso la quale il buon Dio è stato munifico e portarlo in un’altra spiaggia libera rimasta invece completamente a secco, dovrebbe togliere alla spiaggia della Torre (paradiso quest’anno per splendide moltitudini di ragazzi e ragazze) e portarlo all’arenile prossimo alla chiesetta (sempre zona Cappannina, ma stavolta lo stabilimento non c’entra).
Beh, anche qui il comune si era affrettato a dire che lo avrebbe fatto subito, anzi aveva pure fissato la data del 15 giugno.
Tanto che ci vuole? Due secchi, al limite un paio di asinelli, toh un trattorino. Mica è un ripascimento (quello non piace a nessuno però, davvero) come si faceva gli anni scorsi, che si portava giù la ghiaia dalle cave di Serra San Quirico.. qui devi solo spostare un po’ di spiaggia da un posto all’altro, e che sarà mai!
Beh, l’improvvida e sempre più sorprendente amministrazione comunale, ci dice mercoledì in aula che invece è ancora in altissimo mare, si è scoperto che servono dei permessi del Parco (ma dai? c’è un Parco lì? ma che sorpresa!), vanno fatte analisi per evitare che si danneggi la cystoseira (alga davvero importante per l’ecosistema della baia), c’è pure forse una Regione che magari qualcosina vorrebbe dirla.
Insomma, non solo non se ne è fatto ancora nulla, ma chissà se mai si farà. Però tranquilli, è solo luglio, l’estate è ancora lontana.

 

 

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