“Sindaco, con il verde proprio non ci siamo”. Intervista a Emiliano Stazio
Le principali associazioni ambientaliste alzano la voce con un comunicato che sin dal titolo sa di brutta pagella per l’Amministrazione Silvetti: “Sindaco, con il verde non ci siamo proprio” (lo trovate qui). Durante la campagna elettorale del 2023, i rappresentanti di Italia Nostra, Circolo “il Pungitopo” di Legambiente, Salviamo il Paesaggio, Portonovo per tutti, Comitato Porto Storico, Ankon Nostra, avevano proposto ai candidati sindaco un documento contenente 5 impegni per l’ambiente. Silvetti ne aveva sottoscritti 4 (tutti meno l’Area Marina Protetta) e oggi, dopo due anni pieni di mandato, quel documento è ancora rimasto lettera morta. Per quanto riguarda il verde in città niente è stato fatto: nessun piano, nessun regolamento, nessun censimento, gli alberi abbattuti non vengono adeguatamente rimpiazzati, si trascura pure la bella pratica di piantare un albero da qualche parte per ogni nuovo nato.
Chiedo a Emiliano Stazio, presidente da poco riconfermato del Circolo Il Pungitopo, se l’affondo delle associazioni ha sortito risposte dall’Amministrazione.
«Ancora nessuna, anche se penso che con il sindaco ci incontreremo a breve. Posso dirti che con questa amministrazione c’è sempre stato un dialogo, sin dall’insediamento c’era l’abitudine di vedersi ogni 3 mesi per discutere dei vari temi. Ora però sono 5 mesi che non ci riceve più. Il problema però non è la mancanza di confronto, è proprio la lontananza sui temi e la distanza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Anche i tecnici del Comune sono professionisti preparati e disponibili, ma senza adeguate risorse fanno quello che possono…»
E stavolta Silvetti non può nemmeno dare la colpa ai suoi assessori, visto che la delega all’ambiente l’ha tenuta per lui.
«Io credo che il sindaco, forse per i suoi trascorsi da Presidente dell’Ente Parco, una coscienza ecologista l’abbia maturata, poi, come lui stesso ammette, fa fatica a far passare certi concetti nell’area politica in cui si colloca».
E quindi l’ambiente torna buono solo per attirare consenso: greenwashing.
«Sì un po’, ma io vedo soprattutto mancanza di visione. Si naviga a vista, qualche toppa qua e là, quando serve, quando si può, quando non costa troppo. Però non c’è un piano, non c’è progettazione, non c’è un’idea di come sarà la città a livello di verde e mobilità sostenibile tra 10 anni…».
Beh, quest’ansia di vedere parcheggi ovunque, le piste ciclabili che vengono cancellate… a proposito, che fine ha fatto il Pums?
«Avevamo avuto un primo incontro tanto tempo fa, avevamo avanzato le nostre osservazioni e anche sulla base di quelle attendiamo novità, ma poi anche quello è finito nel cassetto dei sogni. Evidentemente non lo ritengono una priorità. Oppure davvero la loro idea di futuro è una città sempre più cementificata, piena di parcheggi, in cui si incentiva l’uso del mezzo privato».
Però sembrano aprirsi spiragli per l’Area Marina Protetta.
«Credo che con il Parco del Conero che diventa Nazionale possano superarsi tante problematiche storiche che finora hanno impedito un confronto sereno sull’Amp, che resta un traguardo importante anche se la sua istituzione non è di per sé sufficiente a risolvere tutti i guai. Sarà necessario un sostegno forte, altrimenti resterà uno specchio per le allodole. C’è sempre questa dicotomia tra i proclami e la realtà. Sempre a proposito del Conero, da una parte si esalta la “promozione” a Parco Nazionale, però nei fatti il parco è attualmente abbandonato a sé stesso, trascurato. Così come purtroppo il Parco del Cardeto».
Matteo Belluti
Matteo Belluti si occupa di comunicazione e scrittura creativa per conto di enti, aziende e associazioni.
Veglia su Ancona Rivista a Colori sin dal suo primo vagito.