Sogni di Glorio: «Una città più viva». Intervista alla neosindaca di Osimo
Il termine “rivincita” non le piace, preferisce lasciare il passato alle spalle e parlare di pagina nuova per la città. Il fatto è che non vuole metterla sul personale, al centro devono starci la squadra, il gruppo, il progetto. Perché la prima regola per tenere insieme una coalizione larga è che tutti si sentano protagonisti. Il secondo messaggio ai candidati di ogni ordine e grado è: non si fa politica con le ideologie ma con i fatti concreti. Firmato: Michela Glorio, 42 anni, di professione europrogettista, neo eletta sindaca di Osimo. Un anno fa, sempre alla guida del campo largo di centrosinistra (Pd, 5 stelle, Avs e varie liste civiche) aveva subito una cocente sconfitta al ballottaggio contro Francesco Pirani, sostenuto da un papocchio di partiti e liste civiche di centrodestra che alla prova dei fatti si sono rivelati incapaci di stare insieme. Risultato: sindaco costretto alla dimissioni, mesi di commissario prefettizio e poi nuove elezioni. Glorio, che non ha mai avuto tessere di partito in tasca ma ha già nel curriculum due mandati da assessore nelle giunte Pugnaloni, è ancora la candidata della sinistra. Alle urne stavolta deve vedersela con il sindaco dimissionario Pirani (che aveva detto che non si sarebbe ricandidato) e con Michela Staffolani in rappresentanza dei partiti di destra. Temeva un nuovo ballottaggio, un nuovo papocchio per non farla vincere, invece arriva una vittoria al primo turno con il 57% dei voti che la fanno diventare la prima sindaca donna della città.
Beh, magari la parola rivincita non le piace, ma visto come sono andate le cose calza a pennello.
«Il matrimonio forzato dell’anno scorso per vincere il ballottaggio ha mostrato tutti i suoi limiti, si capiva che non sarebbe durato. Abbiamo avuto una seconda opportunità che però ha aperto un’altra partita, completamente nuova, una situazione diversa, ecco perché la parola rivincita non mi piace».
Però qualche sassolino dalle scarpe…
«Ma no dai, tutto fa crescere. Cinque mesi di opposizione in consiglio comunale sono comunque serviti per rafforzarci ancora di più, per compattarci, per mettere in piedi una squadra nuova, anche più motivata rispetto a quella dell’anno scorso»
La sua coalizione ha aumentato i voti anche in termini numerici, quindi una vittoria su tutta la linea, anche a fronte di una astensione fortissima. Più merito vostro o demerito degli avversari che, in tutta onestà, hanno sbagliato tutto quello che si può sbagliare?
«Il centrodestra ha deluso tantissime persone, prima con quell’accordo al Ballottaggio tra forze che fino al giorno prima si erano pesantemente attaccate, poi con le dimissioni del sindaco Pirani dopo cinque mesi, senza un vero tentativo di mediazione. La forte astensione è dovuta a quelle persone che pur deluse dalla destra non voterebbero mai a sinistra. Detto questo, noi abbiamo recuperato quasi 1000 voti rispetto all’anno scorso, quindi sicuramente siamo cresciuti nei consensi, ci siamo rimessi in gioco con molta umiltà e abbiamo ricominciato ad ascoltare le persone deluse e arrabbiate per i servizi che non erano partiti, per l’immobilità totale, per i contributi alle associazioni che non erano arrivati. Abbiamo presentato un programma di governo diverso e aggiornato sulla base dei bisogni nuovi che sono emersi, anche questo ha fatto la differenza».

Di solito a un neo sindaco si chiede cosa intende fare nei primi 100 giorni. Qui la sensazione è che dopo un anno di stallo sia necessario andare più veloci. Dunque, quali sono le 3 priorità da affrontare domattina?
«Uno, il programma estivo con i commercianti, urgente, per salvare almeno l’estate dopo un anno in cui la programmazione turistica e culturale non c’è stata e quindi anche il centro storico è caduto in letargo. Due, il rafforzamento della macchina comunale, quindi far partire subito le assunzioni perché nel frattempo tra pensioni e mobilità abbiamo perso molte risorse. Tre, il piano straordinario delle manutenzioni in collaborazione con i consigli di quartiere perché quello che sta più a cuore alle persone sono le strade, i marciapiedi, il verde, il decoro».
L’amministrazione Pirani è franata su un’alleanza che non stava in piedi. Lei come pensa di tenere insieme forze diverse che spesso hanno dimostrato scarsa coesione?
«La differenza è che noi non siamo una fusione a freddo, come dicevo prima siamo una forza compatta, coesa, siamo cresciuti insieme quest’anno, abbiamo improntato tutto sull’ascolto e sulla condivisione, abbiamo calibrato la nostra campagna sul territorio e non sulla politica o sui partiti, abbiamo messo al centro le persone, abbiamo costruito un programma che sarà il nostro faro. Le divisioni politiche nazionali non devono riguardarci, noi dobbiamo occuparci di Osimo, questo ci hanno chiesto i cittadini».
Ci dice cosa le hanno scritto dopo la vittoria l’ex sindaco Pirani, il candidato del centrosinistra alle Regionali Matteo Ricci e Dino Latini, che in molti accusano della disfatta della destra?
«Pirani mi ha mandato le congratulazioni alle 17.20 di lunedì, dicendomi che è disposto a lavorare per il bene di Osimo. Anche Ricci si è complimentato. Con Latini non ho rapporti, non ci siamo mai parlati, non l’ho sentito».
Ricci ha detto anche che da Osimo parte l’avviso di sfratto per Acquaroli. Si è parlato di Osimo come dell’Ohio delle Marche, in effetti quello che è successo qui può suonare per qualcuno come monito e per qualcun altro come speranza. Quindi qual è l’insegnamento che dobbiamo trarre?
«Che le elezioni si vincono solo andando casa per casa, strada per strada, percorrendo ogni centimetro di territorio e parlando con le persone, soprattutto con quelle che non ti hanno votato la volta prima, concentrandosi sulle cose che servono, le cose reali, i bisogni, facendo una campagna elettorale non sui simboli di partito e sulle ideologie, ma sul territorio. Questo, almeno, ad Osimo, ha funzionato».
Tra 5 anni lei sarà soddisfatta se si potrà dire che Osimo è diventata più…
«Viva».
Matteo Belluti
Matteo Belluti si occupa di comunicazione e scrittura creativa per conto di enti, aziende e associazioni.
Veglia su Ancona Rivista a Colori sin dal suo primo vagito.