Sport integrato e inclusivo: la strada tracciata dal Baskin
Con questo articolo sull’esperienza di EuroHoop 4 all 2.0, un progetto di innovazione sociale e di democrazia sportiva, avviamo un ciclo di interventi dedicati all’importanza dello sport nell’inclusività, nell’integrazione, nell’affermazione dei diritti, ma anche nella salute e nella sostenibilità ambientale
Nell’ultimo ventennio, grazie all’impegno di associazioni, ricercatori e istituzioni sportive si sono accumulate in Europa, ma soprattutto in Italia, importanti esperienze di sport integrato, sia nelle scuole che nei contesti extrascolastici. Il tema si è talmente diffuso da portare allo sviluppo di forme di ibridazione degli sport “classici”, misurando un cambio di visione che, seppur mantiene viva la dimensione competitiva dell’attività sportiva, sembra privilegiare maggiormente la dimensione identitaria, relazionale, emozionale, socializzante e ludica che emerge dall’incontro del corpo con lo spazio, il movimento, lo sport. La sfida consiste nel realizzare per tutti gli individui, indipendentemente dal loro livello di abilità, dall’età e dal genere, dei programmi di attività motoria e sportiva che, nel rispetto delle differenze individuali, possano garantire la gratificazione personale, il miglioramento delle performance e soprattutto la piena inclusione nei contesti di normalità (Mura, 2009).

Espressione limpida di questa nuova filosofia che attraversa il mondo dello sport è Il progetto EuroHoop for All 2.0, realizzato dal Derthona Basket in collaborazione con l’associazione Baskin Italia e finanziato interamente dalla Commissione Europea attraverso il programma ERASMUS+ Sport. Il Progetto ha inteso valorizzare e consolidare la pratica del Baskin a livello Europeo attraverso l’organizzazione di un evento che si è tenuto dal 18 al 21 settembre a Tortona (AL) durante il mese europeo dello sport. Per i neofiti, il Baskin [da BASKet INclusivo], è una variante del Basket che consente la totale integrazione di qualsiasi tipologia di giocatore, oltre le differenze di abilità e di genere. Nato nel 2001 a Cremona dall’idea geniale dell’Ingegnere Antonio Bodini, il Baskin [con l’accento sulla “A”] è divenuto negli anni un vero e proprio manifesto di integrazione attraverso lo sport. Oggi il movimento conta circa 188 società con più di 1500 tesserati (dati stagione 2023/24), con tanto di Campionato Italiano, un Ente Italiano di Sport Integrati [EISI] e un movimento che si sta sviluppando fortemente anche all’estero. Numeri importanti, se si pensa che solo nel 2015 si contavano 55 società affiliate in Italia. Nelle Marche il movimento Baskin è ancora poco sviluppato. Sono solo 10 le Società tesserate EISI, appena due nella provincia di Ancona (Jesi e Senigallia).

Sono 3 gli aspetti di innovazione del progetto EuroHoop for all 2.0 che hanno consentito al Baskin, in questi ultimi 10 anni, di essere conosciuto e praticato non solo in Italia ma anche in Europa.
Il primo aspetto riguarda il “2.0”. Di fatto quel numerino racconta come sia importante avere una visione nell’approccio alla progettualità, cosa che la Commissione Europea ha dimostrato finanziando più volte un progetto che ha saputo crescere nel tempo. EH4all fu una prima volta finanziato nel 2014, per far partire a livello europeo il Baskin. Un mini-torneo sperimentale a cui parteciparono 4 squadre di soli 3 paesi Europei (Italia, Grecia, Francia). Ad oggi si è arrivati ad un torneo che conta più di 14 delegazioni provenienti da 11 Paesi e quasi 500 persone coinvolte tra atleti, coach, educatori e sport managers, ma mira a sostenere l’attività di formazione nelle scuole e nei territori, promuovendo la nascita di una Associazione Internazionale. E’ questo un traguardo di assoluto valore, la dimostrazione che se c’è programmazione e visione, i finanziamenti non sono un problema, arrivano.
Il secondo aspetto riguarda l’innovazione culturale che è insita nel progetto. Lo sport tutto, in generale, può considerarsi un driver di cambiamento importante, con il suo portato di valori e di principi a cui poter agganciare tematiche che vadano oltre lo sport stesso. Penso agli aspetti legati alla transizione ambientale o a quelli legati al tema delle pari opportunità, all’abbattimento delle barriere di genere. La coralità delle azioni messe in campo dal progetto fa sì che certi valori vengano iniettati nel tessuto sociale delle comunità coinvolte, attraverso l’educazione nelle scuole, i seminari di approfondimento, le iniziative socio-educative volte a coinvolgere non solo i ragazzi, ma anche le loro famiglie.
Il terzo aspetto riguarda una sfida per le future generazioni: la possibilità di immaginare Olimpiadi di Sport Integrato. Il sogno è quello di consentire la massima accessibilità alla pratica sportiva, senza perdere l’anima dello sport: la competitività. Si può fare! Il BASKIN ne è testimonianza. l’estrema sintesi della democrazia sportiva.
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Link Utili
• Cosa si intende con il concetto di “sport integrato” viene spiegato e formalizzato molto bene all’interno del Libro Bianco sullo Sport (2007 – Libro bianco sullo sport, COM(2007) 391 def.), considerato tra i più importanti contributi della Commissione europea sulla tematica inerente allo sport e sul ruolo che lo stesso assume nella vita quotidiana dei cittadini dell’Unione europea (UE).
• Per chi volesse approfondire la storia del Baskin ulteriori informazioni possono essere reperite qui
• Al torneo internazionale di Tortona Sky ha dedicato questo bel servizio
Marco Cardinaletti
Oltre 20 anni di esperienza nel coordinamento e gestione dei progetti europei e di partenariati complessi. Dal 2008 al 2014 coordina l’ufficio Progetti Europei del Comune di Ancona. Nel 2012 fonda la Eurocube srl. Dal 2020 è anche socio fondatore e consigliere della Cooperativa Sociale VitaminaC per la quale organizza e gestisce eventi Sportivi e Culturali.
Ideatore e Direttore Artistico/Scientifico del Green Loop Festival. Musicista, cantautore, appassionato di arte, libri e poesia.