Raccogliere, custodire, valorizzare e restituire l’unicità delle storie di vita: azioni che racchiudono l’essenza della figura della biografa e del biografo di comunità. Una pratica, quella della “raccolta di storie di vita”, che l’autrice Chiara Cerri apprende durante un corso presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.
La sfida di Chiara è raccogliere queste storie di vita su un cammino di 257 chilometri interamente percorso a piedi.
Una sfida vinta con due compagni di viaggio e di ricerca che lungo il Cammino nelle Terre Mutate, da Fabriano a L’Aquila, attraversando paesi feriti dal sisma, procedono al passo, con lentezza e delicatezza, in direzione dell’incontro con chi abita questi territori.
Una storia che si scrive da sola, alla ricerca di un filo rosso che unisca esistenze geograficamente distanti ma accomunate dall’abitare lungo la faglia appenninica. Un libro che ricompone le vite di chi si è trovato sopra un vuoto gigantesco lasciato dal terremoto prima e dall’abbandono delle case e dei centri abitati poi.
E chi resta è stanco di essere osservato come un animale nella gabbia: questo libro ricompone la vita camminandoci dentro.

“ci siamo definitivi viandanti e proprio per definizione archetipica siamo anche un po’ esploratori, “alla ricerca”: ci si riconosce viandanti se, nei vicino o nel lontano, nel quotidiano o nei luoghi ignoti, è il bisogmo di scoprire, esplorare, di cercare il nuovo a prevalere come tensione vitale.
Sarà per questo che a guidarci nel percorso, appesa a qualche gancio dello zaino, facilmente raggiungibile, c’è sempre stata una bussola.
[…]
La nostra meta: dare voce a paesaggio e comunità lungo le Terre Mutate. I nostri punti cardinali: il cammino, la scrittura, la raccolta di storie di vita e il viaggio interiore”

Sulla faglia 
Una ricerca biografica in cammino lungo le Terre Mutate
Chiara Cerri
Edizione Mimesis