09/10/2026

Festival Extra-salute: meno vetrine, più comunità


Ho letto con interesse la riflessione sul Festival Extra Salute pubblicata su queste pagine, e ne condivido l’impianto: la salute si promuove coinvolgendo tutta la comunità, e un festival ha senso se è più di una vetrina. Vorrei aggiungere il punto di vista di chi a quel festival ha partecipato da operatrice culturale.
Sono danzatrice, coreografa e insegnante, e presiedo l’associazione Hexperimenta. Tengo a una precisazione: non faccio arteterapia. Vengo dalla danza accademica e contemporanea, e porto con me uno sguardo specifico sul corpo e sul suo funzionamento. Perché è attraverso il corpo che radichiamo la nostra presenza nel mondo, ed è il corpo che può dare davvero voce alla parte più profonda di noi. È questa competenza artistica che, negli anni, ho declinato in ambiti diversi: la salute mentale, il disagio giovanile, l’invecchiamento attivo. L’ho fatto anche formandomi con il Cultural Welfare Center, il centro di competenza che in Italia si occupa di come l’arte e la cultura entrano nei percorsi di salute.

A Extra Salute Hexperimenta era presente con due proposte. Venerdì 25 settembre, insieme all’attrice e regista Alessia Racci Chini, ho condotto un laboratorio di arti performative per ragazze e ragazzi dai 9 ai 13 anni, dove teatro e danza diventano strumenti di ascolto, collaborazione ed espressione. Sabato 26, alla Sala Boxe, ho presentato Scrittura Fisica, il laboratorio che l’associazione porta avanti da anni con persone over: un percorso per mantenere vivi corpo e creatività, in cui il gesto diventa parola e il movimento occasione di benessere e socialità. Proprio da questa esperienza nascono due osservazioni. La prima riguarda i laboratori: il programma ne era ricchissimo, ma dentro un’offerta così ampia di eventi, incontri e screening finivano per perdersi, e per le persone non era facile trovarli. Una segnaletica più chiara e una comunicazione dedicata li avrebbero aiutati a raggiungere il pubblico per cui sono stati pensati.
La seconda riguarda i momenti pubblici di confronto. Mi riferisco in particolare a due, quelli che toccano direttamente il lavoro della nostra associazione: l’incontro su arte e salute e quello dedicato al Tavolo del Sollievo. In entrambi lo sguardo proposto, per quanto qualificato, restituiva solo una parte di ciò che il territorio già esprime. Hexperimenta partecipa al Tavolo del Sollievo con il laboratorio SolleviArti, da cui è nato Sinapsi, progetto europeo Erasmus+ su arte e salute mentale realizzato con un partner di Barcellona. Come la nostra, molte altre esperienze attive in città non hanno trovato spazio in quel racconto. Così quegli incontri, pur preziosi, non sono diventati l’occasione per generare le reti e le sinergie che il festival si propone.

Non lo dico per polemica, ma perché credo siano i punti su cui le prossime edizioni possono crescere di più: tavoli più rappresentativi, una mappatura delle realtà che lavorano tra arte e salute, momenti pensati perché gli operatori si conoscano tra loro e non solo si presentino al pubblico.

Lo stesso vale per la prescrizione sociale, che l’articolo di Claudio Maffei giustamente rilancia. Non è più solo un’ipotesi: in regioni come Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana è già una pratica avviata, e nel febbraio 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute per sperimentarla su scala nazionale. Ma dove funziona, il primo passo è stato costruire un catalogo delle attività disponibili e formare chi prescrive. Perché un medico possa “prescrivere” un laboratorio, deve sapere che esiste, chi lo conduce, con quali competenze e per chi è adatto. La prescrizione sociale presuppone dunque proprio ciò che oggi manca: la conoscenza reciproca e la messa in rete dei soggetti coinvolti.
Le competenze ad Ancona ci sono, e sono tante. Il passo successivo è metterle in relazione. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte.

 

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Nella foto di copertina un momento del festival Extra Salute alla Mole (foto dalla pagina Facebook Politiche Sociali e Welfare del Comune di Ancona)



Stefania Zepponi
Stefania Zepponi

Stefania Zepponi è operatrice culturale, facilitatrice e artista delle pratiche performative e somatiche. Lavora nell’intersezione tra cultura, welfare, educazione e partecipazione giovanile attraverso l’associazione Arci Hexperimenta APS, con cui progetta e conduce percorsi rivolti a comunità, scuole e contesti di cura. È membro del Direttivo di Arci Ancona.


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