G7 Salute: svolta epocale o superspot elettorale? La seconda che hai detto!
Il G7 Salute che si è tenuto in Ancona tra il 9 e l’11 ottobre offre diverse chiavi di lettura, di cui uno più globale, che riguarda gli orientamenti espressi nel documento finale, e uno più locale relativo ai riflessi regionali ed eventualmente cittadini dell’iniziativa. Per quello che riguarda i riflessi “globali” del G7 Salute, si è trattato di un evento che ha “ricicciato” per dirla alla romana i temi ormai all’ordine del giorno delle autorità mondiali in tema di salute quali la risposta alle pandemie, la promozione di un invecchiamento sano e attivo (soldato Claudio presente!!!) e il cosiddetto approccio one health (la salute è una sola, di cui vi parlerò un’altra volta e che possiamo sintetizzare così: “la salute non la può difendere solo la sanità, ma c’è bisogno il coinvolgimento di tutta la società perché alla tutela della salute contribuiscono tutte le politiche, da quelle per la tutela ambientale, a quelle sui modelli di mobilità, sull’organizzazione delle città, sulla scuola, ecc.). Dentro questo tema una particolare attenzione è stata dedicata nel G7 ai problemi della resistenza antimicrobica e del cambiamento climatico. Insomma, robe forti che non sistemi in una sorta di affollata gita scolastica dei Ministri della Salute dei Paesi del G7. Bastassero tre giorni in Ancona per avviare la soluzione di quei problemi, quei problemi non esisterebbero.
Molto più importanti, almeno nelle aspettative del Governo nazionale e regionale, sono le possibili ricadute dell’evento a livello regionale (e magari comunale). La scelta di Ancona come sede del G7 Salute è stata fortemente voluta infatti dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in persona, che ha sempre considerato le Marche una Regione modello visto che è stata la prima a essere strappata al centrosinistra dai “suoi” Fratelli d’Italia nel 2020. E siccome governare una Regione vuol dire soprattutto governare la sua sanità (che rappresenta il 73% del bilancio regionale) scegliere nel 2024 Ancona come sede del G7 Salute è stato naturale visto che qua nel 2025 si terranno le elezioni regionali e visto che qua sulla sanità il “suo” Governo regionale ha fatto un disastro.

La Regione e il Comune hanno “apparecchiato” l’evento al meglio prevedendo una cinquantina di iniziative collaterali (l’extra G7) di cui ho già parlato qui su Ancona a colori e organizzando una serie di conferenze stampa e comunicati stampa tutti incentrati sulla esaltazione della sanità modello Marche. L’apoteosi in mondovisione (si fa per dire) c’è stata in occasione della conferenza stampa finale del Ministro Schillaci che nei minuti finali si è trasformata in un superspot per la Giunta di centrodestra che governa le Marche. Il Ministro Schillaci ha infatti risposto alla domanda di un giornalista (che era in pratica un assist) affermando che la scelta di Ancona e delle Marche era motivata dal fatto che abbiamo in Ancona il miglior ospedale pubblico d’Italia e che nelle Marche si sta investendo moltissimo su quella che lui chiama “la medicina territoriale”. Dette così, sono due assolute *&%?*§ç.
Partiamo dal riconoscimento a Torrette-Salesi del titolo di ospedale pubblico migliore d’Italia, riconoscimento ottenuto per due anni consecutivi. Il Ministro però non ha detto che il riconoscimento è stato dato per l’attività svolta da Torrette-Salesi negli anni 2021 e 2022 in cui si è “sfruttato” il lavoro delle gestioni Aziendali e Regionali degli anni in cui governava il centrosinistra. E soprattutto il Ministro non ha fatto alcun cenno a proposito dei gravissimi problemi in cui versa oggi l’Ospedale di Ancona, come segnalato in una lettera aperta dello scorso dicembre degli stessi Direttori di Dipartimento di Torrette-Salesi. Ma dove il Ministro arriva a pronunciare parole inaccettabili, tanto sul piano tecnico quanto su quello politico, è quando parla di “medicina” territoriale. Premesso che parlare di medicina territoriale al posto di servizi territoriali è già grave, ma affermare che le Marche la stanno progressivamente potenziando tanto da diventare un modello da esportare nel mondo è totalmente falso. Non per una mia valutazione personale, ma per quello che dicono ad esempio le rilevazioni e analisi sui servizi delle Marche per la salute mentale, sui consultori, sui servizi per le demenze, sulla assistenza domiciliare e così via. Il superspot poi non ha poi tenuto conto che le Marche sono una delle Regioni in cui è più frequente la rinuncia alle cure per motivi economici o sociali (terzo posto) e in cui tale dato è peggiorato di più nel 2023 rispetto al 2022 (terzo posto).
L’utilizzo di un momento istituzionale così alto, il G7 Salute, per un messaggio elettorale così basso pone un interrogativo importante. Il Ministro e la Giunta che governa le Marche da che parte stanno? Dalla parte dei cittadini o dalla parte di chi governa? Per chi ha seguito la dimensione “locale” del G7 Salute la risposta a questa domanda è facile.

E il Comune di Ancona e il Sindaco Silvetti? Beh, hanno fatto la parte che “la filiera” (come “loro” chiamano l’asse di centrodestra che parte dal Governo di Roma, passa per la Giunta della Regione Marche e arriva alla Giunta del Comune di Ancona) assegnava loro e cioè quella di presentare al meglio la città per dirla alla Draghi “what ever it takes” e cioè “costi quel che costi”, a partire dagli infiniti disagi che gli anconetani già poco pazienti hanno dovuto sopportare. Ma alla fine voglio però testimoniare la mia solidarietà al Sindaco Silvetti che ha dovuto sentire più volte gli sproloqui di Acquaroli ed è riuscito a farlo senza ridere o urlare. Io onestamente non ci sarei riuscito.
P.S.: La prossima vota parlerò delle manifestazioni e delle iniziative che si sono tenute in Ancona contro il G7 Salute.
Claudio Maffei
Medico in pensione con una lunga esperienza di Direzione Sanitaria dopo un decennio di lavoro all’Università.
Si occupa tuttora di politica sanitaria su cui pubblica contributi in varie testate nazionali e regionali.
Ama la sua città e vorrebbe contribuire a migliorarla.