Di tanto in tanto, grazie alla generosità di autore ed editore, torniamo a saccheggiare il bel libro “La città in cantiere” diMichele Polverari (Ed. Il Lavoro Editoriale), che ripercorre la storia di Ancona dal dopoguerra ai primi anni Sessanta attraverso le cronache del tempo, in cerca di chicche capaci di raccontare gli umori e i colori della città meglio di tanti trattati scientifici. Qui ad esempio torniamo al mese di ottobre del 1954, quando la città, anzi l’intera regione, fu sconvolta da un fatto epocale: lo sbarco degli extratterestri. Chissà se i visitatori alieni, una volta giunti ad Ancona, avranno trovato i ristoranti aperti o chiusi…

(Dalla Voce Adriatica del 26.10.54)

Tutte le popolazioni delle Marche sono state messe ieri in subbuglio dalla apparizione di un disco volante, avvenuta nelle prime ore del mattino. Il fenomeno è stato notato da migliaia di persone lungo la zona compresa tra Pesaro e San Benedetto del Tronto nello spazio di tempo compreso fra le ore 6.16 e le 6.22 circa. Particolari sull’avvenimento ci sono stati segnalati durante tutta la giornata da ogni parte della regione. Acquista particolare importanza il fatto che, mentre le altre volte le informazioni su corpi volanti c’erano state fatte da persone sconosciute –per lo più donne– questa volta invece il fenomeno è stato visto e descritto da persone assai note in Ancona e nell’intera regione da studiosi di cose scientifiche e da uomini di mare […]. Il treno 351 partito da Rimini poco prima delle 6 filava verso Ancona, allorquando alcuni viaggiatori diretti verso la nostra città per ragioni di lavoro scorgevano dal finestrino una “palla verde chiaro dalla quale si dipartiva una specie di coda del colore della fiammella del gas, vale a dire verde-bianco-azzurro”. Erano le 6.16 ed il convoglio si trovava tra Riccione e Cattolica. A Senigallia salivano sul treno altre persone, le quali affermavano di aver visto distintamente il “sigaro volante”. Il misterioso corpo procedeva parallelamente alla linea ferroviaria, al largo e l’altezza, secondo quanto ci è stato dichiarato da varie parti e da persone che si trovavano in punti assolutamente diversi, poteva essere di quattro–cinquecento metri. Per quanto si riferisce alla velocità, anche qui i pareri sono concordi: una media di circa mille chilometri orari, se si considera che è stato visto alle 6.16 tra Riccione e Cattolica e alle 6.20 dall’avv. Bosdari ad Ancona dalla sua villa posta al Trave. L’ordigno avrebbe coperto i settanta chilometri in linea retta in quattro, cinque minuti.