28/03/2025

Paolo Pasquini, addio a un architetto idealista, rigoroso, capace


Paolo Pasquini è stato anche nostro autore con questo pezzo dedicato al tema dei vuoti urbani. Il nostro saluto e il nostro abbraccio affettuoso a tutte le persone che lo hanno amato, lo affidiamo a questo ricordo di Massimo Pacetti

Nei giorni scorsi è scomparso Paolo Pasquini, un impegnato e rigoroso professionista che ha operato a lungo e con ruoli diversi nella pubblica amministrazione. Aveva studiato alla Facoltà di Architettura di Milano, dov’era iniziata la sua, poi lunga, militanza politica come esponente del servizio d’ordine del movimento studentesco. Di quella esperienza si portava dentro il patrimonio di idealità e di voglia di cambiamento che animarono anche successivamente il suo impegno politico, che lo portò a militare per lungo tempo nel PCI e poi nei movimenti di sinistra. Iniziata la sua attività lavorativa come architetto al comune di Senigallia, la sua militanza politica lo condusse a far le prime esperienze amministrative come assessore al comune di Sirolo, dove iniziò ad occuparsi di sviluppo urbanistico. Ebbe poi un ruolo importante nella fase di ricostruzione del post-terremoto ad Ancona, dove mise a disposizione dell’ATA (associazione terremotati di Ancona, di cui fu presidente) la sua esperienza e professionalità per agevolare la ricostruzione e facilitare la restituzione di una casa a chi la aveva perduta.

Il suo dinamismo lo fece apprezzare in città, con l’arrivo dell’amministrazione di centro-sinistra venne richiesto il suo trasferimento dal comune di Senigallia a quello di Ancona e si trovò inserito in un contesto molto vivace dell’ufficio Urbanistica, allora guidato da Giancarlo Mascino, fortemente legato alle problematiche urbanistiche dibattute in quegli anni dall’Istituto Nazionale di Urbanistica. In quella sede maturò ulteriore esperienza e contribuì in forza anche della sua formazione politico-ideale a mantenere ferma la finalità sociale che anche l’innovazione urbanistica doveva sostenere.

In quel periodo fu protagonista dell’attuazione del Piano degli Insediamenti Produttivi, riuscendo con temerarietà e determinazione a trasferire artigiani e commercianti, nonostante l’iniziale loro diffidenza, nella zona sud di Ancona, mettendo a disposizione le aree oggetto degli espropri pubblici che lui stesso riuscì a portare a termine con non poca fatica. La sua costante crescita professionale lo portò negli anni successivi ad essere richiesto dalla Regione Marche dove divenne dirigente della funzione Infrastrutture ferroviarie, mobilità e logistica.

Il grande lavoro svolto anche in questo ruolo lo fece apprezzare nel settore anche a livello nazionale ma alla fine il rigore con cui abitualmente svolgeva la sua funzione lo portò a scontrarsi con qualche figura politica alla quale il vecchio “Katanga” -così era chiamato il servizio d’ordine del movimento studentesco-non intese piegarsi. E preferì la pensione. Continuò ad occuparsi dei temi a lui cari anche successivamente, scrivendo e partecipando ad incontri pubblici sino a quando nel 2009 fu chiamato dal sindaco di Ancona Fiorello Gramillano a ricoprire (da indipendente, non era più inscritto a nessun partito) la carica di Assessore all’Urbanistica che è stato anche il suo ultimo ruolo pubblico.

Io ho perduto una persona alla quale mi univa un’amicizia ultrasessantenne, la città un architetto idealista, rigoroso e capace.



Massimo Pacetti
Massimo Pacetti

Da insegnante è stato il fondatore della CGIL Scuola provinciale e ha diretto per oltre 15 anni l’Istituto Regionale per la storia del Movimento di Liberazione.
Eletto consigliere comunale di Ancona nel 1975 come indipendente nelle liste del PCI, ha ricoperto l'incarico di assessore e vice sindaco, poi deputato, consigliere regionale e infine Assessore provinciale a Cultura, Istruzione, Formazione e Lavoro. Una lunga militanza politica, dal Pci ai Ds, di cui è stato a lungo membro della Direzione Nazionale. È stato segretario regionale di Pds e Ds, dal 1994 al 2001. Ha lasciato il PD nel 2014.


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