Qual è lo scopo di Ankonistan?
Ankonistan nasce tra il 2017 e il 2018 con lo scopo di coinvolgere cittadini/e nel racconto della propria città, offrendo occasioni di formazione ed esperienze di narrazione collettiva e partecipata. Le persone partecipanti sono state stimolate a esplorare storie di persone/spazi a loro vicini, ma marginalizzati dal sentire comune, provando a entrare in relazione con i soggetti raccontati: sono stati esplorati i quartieri con un’alta presenza di migranti e successivamente i quartieri nuovi, a lungo scollegati dalla città e senza servizi minimi. Si tratta di un’occasione di empowerment su più livelli, nella misura in cui rende chi partecipa più consapevole del valore di ogni storia personale, accompagnando a cimentarsi nel racconto dei fenomeni vicini, ma allo stesso tempo di portata globale.
Che attività e progetti portate avanti?
Il laboratorio del 2017 ha esplorato e raccontato i quartieri di Vallemiano, Piano San Lazzaro, Archi e Palombella e si è concluso con una mostra alla Mole. Nei due anni successivi abbiamo realizzato altri due progetti narrativi: il primo, “Phototandem”, ci ha portato a coinvolgere dodici richiedenti asilo che, affiancati da nostri/e soci/e, hanno composto dei “tandem fotografici” per far emergere un nuovo sguardo su Ancona. Il secondo, “Ritratti del Prado”, realizzato nel quartiere Prato di Jesi, ha coinvolto due nostre socie nella rappresentazione della nuova demografia del quartiere tramite ritratti di famiglia e interviste presenti nella pubblicazione cartacea finale; entrambi si sono conclusi con mostre.
Tra il 2020 e il 2022 sono stati poi realizzati laboratori di fotografia e scrittura creativa tramite cui abbiamo conosciuto vari nuovi soci. Mentre dal 2022 abbiamo realizzato un nuovo laboratorio su Ancona dedicato a raccontare i quartieri nuovi.
Quali riscontri state avendo e che tipo di supporto la città potrebbe darvi?
Solitamente si è lavorato con piccoli numeri, generalmente non più di 10-15 persone. Ciò ha consentito di privilegiare la qualità dei risultati, partendo anche dall’assunto che darsi tempi lunghi sia decisivo per favorire un’esperienza realmente trasformativa per chi racconta. Le mostre e le presentazioni delle pubblicazioni (da ultimo il libro “AnQnetani”, uscito nel 2023) hanno sempre avuto buoni riscontri.
Il supporto da parte della città è per noi assolutamente determinante su più piani: a partire da quello istituzionale (tramite finanziamenti mirati, concessioni di spazi, ecc.), senza tuttavia dimenticare il supporto delle altre associazioni con cui si lavora per trovare sinergie e obiettivi comuni.
Cosa percepite sul contesto cittadino, dal vostro punto di osservazione?
In questi sette anni le esperienze narrative fatte ci hanno portato a conoscere tante storie, persone e realtà associative, convincendoci delle enormi potenzialità nascoste nella città di Ancona. Tuttavia queste risorse sono spesso conosciute e utilizzate da pochi soggetti e quasi mai messe in sinergia tra loro.
Quali sono i prossimi appuntamenti?
Sicuramente saranno organizzati altri appuntamenti di divulgazione del libro “AnQnetani”, risultato del laboratorio del 2022-23, sperando di sviluppare nuove idee sui quartieri nuovi, magari coinvolgendo altre associazioni del territorio. Ulteriori coinvolgimenti potranno inoltre arrivare nei prossimi mesi, tra cui la partecipazione all’evento organizzato da Casa delle Culture “Ecosistema Mattatoio. Laboratorio Interdisciplinare di rigenerazione urbana”. In generale, siamo aperti/e ad accogliere persone nuove che vogliano avvicinarsi ai nostri temi più cari e attivare sinergie con altre esperienze associative consonanti alla nostra.

